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 Vampiripavia
 Arte e Letteratura
 Le Piccole Opere
 Marco Del Rovere
 
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AUTORE MESSAGGIO
Marco Del Rovere
Messaggi: 1037
Registrato: 27/02/2008
Provenienza: Torino
 
17/12/2009 - 22:37

Sere...

Ci sono sere in cui vorresti solo prendere la macchina e andare lontano. Schiacciare l’acceleratore, prendere, sparire.
Ci sono sere fatte di sigarette, canzoni e parole, in cui vorresti solo non pensare.
Sere in cui ti ritrovi a fissare per ore il vuoto, altre in cui quello spazio si riempie in un turbinio di sensazioni ed emozioni che ti prendono e ti sbattono, ti stordiscono.
Altre volte rimane semplicemente Vuoto. E ti senti solo.
Ci sono sere che ti guardi nella stanza, e le pareti sembrano altissime, si perdono. Sere in cui vorresti solo prendere a pugni il muro.
Sere fatte di nebbia, di pioggia, sere in cui raccogli la penna e ti metti a scrivere, e non sai nemmeno tu perché lo fai. Ma lo fai e basta.
Vorresti solo chiudere gli occhi e dormire, far passare un altro giorno.
Notti insonni.
Muto, immobile, fissi, e null’altro. Vorresti solo pensare ad altro, ma non puoi.
Ci sono quelle sere in cui ti senti arrivato, e un attimo dopo ti ritrovi in lacrime.
Sere in cui sei in mezzo alla folla, c’è tanta gente attorno, c’è frastuono, baccano, ma tu sei sordo. Osservi muto tutto scorrere accelerato, in un innaturale silenzio.
Sere passate ad ascoltare canzoni a denti stretti, il volume alto, quasi dar far male. Vorresti solo abbandonare le parole al testo di una canzone, e ce ne sarebbero tante.
Sere in cui ti senti di aver dato tutto. Sere in cui invece ci vuoi credere ancora.
Ci sono sere fatte di grandi parole, in cui tutto ti sembra diverso.
Sere di parole non dette. Sere di parole non ascoltate. Sere di parole che vorresti sentire.
Altre in cui rimani a guardare, perchè non puoi fare nient’altro che restare a guardare.

Ci sono sere in cui vorresti solo stringere qualcuno, notti che non vorresti più passare da solo, notti in cui vorresti stare bene, e far stare bene.
Sere in cui vorresti solo dirle che ci tieni veramente, dove vorresti il coraggio per fare la cosa giusta.
Sere in cui quel coraggio invece vorresti donarlo ad altri.
Altre invece dove semplicemente ti manca una persona, e null’altro importa.

Ci sono sere in cui è davvero l'unica cosa che ti importa.

Ci sono sere in cui non ti resta che staccare la spina, e sparire.
Quelle sere prendi la macchina, schiacci col piede quel cazzo di acceleratore, e ti getti nella notte senza sapere dove la strada ti porterà…



Questo messaggio è stato modificato 2 volta(e) (Ultima modifica 17/12/2009, 22:39)

Marco Del Rovere
Messaggi: 1037
Registrato: 27/02/2008
Provenienza: Torino
 
28/12/2009 - 18:30

[nota: scritta diversi mesi dopo la prima]

Momenti rubati...

Sere scure, sere buie…
Quasi come a voler riprendere un filo rimasto là, tanto tempo fa, chissà dove…

Era da tempo che non prendevo più la penna in mano, sembrava quasi essermi passata totalmente la voglia. Ed invece eccomi di nuovo qua, a buttare giù due righe di primo pugno su di un foglio bianco, come non facevo da tempo.
Mi piace immaginare una scena differente, pensare di poter avere fra le mani uno di quei vecchi registratori a cassette da tavolo, di quelli che fanno molto anni '80, premere il tasto [ REC] , e abbandonare alla voce quelle poche parole che mi rimangono…

Appoggio la sigaretta sul posacenere, mi lascio cadere senza peso contro lo schienale della sedia. Uno sguardo distaccato alla radiosveglia. Cazzo, le 3.47. E’ in quei momenti che non ti aspetti che riaffiorano sempre in testa certi pensieri, andando a punzecchiare nuovamente la tua creatività…..creatività di che poi….

Schiarisci la voce…

Un gusto sanguigno, di ferro, si mischia all'amaro che ancora ho in bocca.
E quando pensavi che tutto fosse finito, eccoli lì a infilarsi nuovamente senza nessuna discrezione nella tua mente, senza un apparente o ragionevole motivo. Senza che tu li abbia invitati, o gliene abbia dato permesso alcuno ad entrare.
Il giradischi passa Love Her Madly, seconda traccia di "L.A. Woman" dei Doors, 1971. La puntina scoppietta e si incanta, cosa che mi costringe ad alzarmi e mandarla avanti con un colpetto del dito, e la cupa voce di Jim riprende scandendo la notte in una malinconica atmosfera dalle connotazioni puramente Blues. C'è aria di pioggia. Quando vieni inondato improvvisamente come da una violenta marea da quella maledetta nostalgia...
Non vuoi, non vuoi sentire, non vuoi dare ascolto a quella testa malata che si è azionata per conto proprio ancora una dannata volta, giri con forza la manopola…17, 18, 19, 20…il volume non basta mai.
Ti costruisci un muro, una barriera dietro quell’assordante assolo che stana e stronca sul nascere qualsiasi pensiero gli passi sotto tiro. Ti opponi con tutto quello che hai per non soccombere. Di nuovo.
Dici no. Scuoti con forza la testa, non vuoi. Erigi un muro mentale a separarti da tutto il resto, vuoi isolarti e non pensare, con addosso una corazza che però si sbriciola al minimo soffio o al primo scossone.

La musica, che strano rapporto che ho con la musica. E' parte integrante di me, da sempre, presente in ogni mio momento come una ricercata colonna sonora, nella quale posso riascoltare e rivedere tutto quanto. E' la mia vita. Senza, probabilmente morirei.
Ho legato a tal punto ogni singolo mio ricordo ad una canzone o ad un brano che si dice quasi abbia bruciato ormai tutti i pezzi migliori.

Ma il muro regge poco, inconsistente come la corazza che credi di avere addosso, e vieni travolto dalle onde. L’attimo dopo sei inerme a terra.
Non so neanche perché lo faccio. Scrivere due parole a chi, poi per chi, e alla fine per cosa…nemmeno dovessi poi urlare qualcosa al mondo.
Alla fine sei solo assalito da una valanga di pensieri che ti penetrano dentro senza bussare, ti prendono, ti sbattono, ti sconquassano come un fuscello, e ti rimandano lì indietro nel tempo. E tu non puoi farci nulla. La malinconia è tanta, riprendi in mano la sigaretta ormai spenta, un ultimo tiro, e cerchi di non pensarci mentre sbuffi dalle narici quella nebbia grigia che ti avvolge.

e tu, alla fine chissà cosa fai, chissà dove sei, chissà chi sei...

...

Le casse ormai risuonano l'ultima traccia, Riders on the Storm. Spegni tutto e ti getti sul letto vagando con lo sguardo fuori dal velux che hai sulla testa... Non puoi far altro che abbandonarti a quelle note, lasciarti trasportare da quella musica suggestiva ed emozionale, e da tutto quello che ne trascende...
Dapprima non vuoi pensarci, provi a staccare, chiudi gli occhi. Alla fine ti rifiuti semplicemente di farlo, respingendo con forza ogni minimo accenno di pensiero, e torni a fingere indifferenza…e forse è una morte un po’ peggiore.

Un ultimo respiro, chiudo gli occhi...

...buio

[ STOP] <tlack>




Questo messaggio è stato modificato 5 volta(e) (Ultima modifica 28/12/2009, 18:34)

Marco Del Rovere
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09/03/2010 - 10:51

Da poco più di un mese ho deciso di imbracciare la Reflex di mia sorella, una Nikon D40, e di seguire un primo corso base di fotografia.

Dopo diverse lezioni ieri mi sono cimentato a casa in un primo photoshoot di un paio d'ore improvvisando un set fotografico, per la produzione di uno scatto da presentare ad un Contest interno.
I primi risultati:




Questo messaggio è stato modificato 1 volta(e) (Ultima modifica 09/03/2010, 10:53)

Marco Del Rovere
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23/03/2010 - 10:28

"Nuvole Rapide"



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"Magic Spell"



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"to Infinity and Beyond..."






Marco Del Rovere
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27/03/2010 - 16:36

"Storie di una vita passata"



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"Legno, uve e altri sentori"





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31/05/2010 - 12:52

Una selezione di Foto Ritratti in studio:













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07/06/2010 - 01:06

Once upon a Time ... in Torino





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07/06/2010 - 13:53




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29/07/2010 - 13:52

"Volgiti indietro, e tien lo viso chiuso: che se il Gorgon si mostra, e tu il vedessi, nulla sarebbe del tornar mai suso......"





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12/08/2010 - 13:43

On The Road ...



Dati tecnici di scatto:

Modello fotocamera: Nikon D5000
Diaframma: f/8
Tempo di esposizione: 1/250 sec.
Sensibilità ISO: 200
Esposizione: +0.7 passaggio
Distanza focale: 50 mm



 
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